| Umbria - Genuinitą Inanzitutto |
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Per tentare una definizione, si potrebbe dirla ‘essenziale’, nel senso che, nel suo insieme, ostenta il più fiero e primitivo disprezzo per qualunque tipo di sofisticazione del gusto e degli ingredienti, un rifiuto netto e totale delle complicazioni, delle elaborazioni non necessarie, delle ‘fantasie’ gratuite. Il cibo qui è cosa seria, schietta, naturale; i piatti sono rustici perché rustica è la fisionomia della regione, eppure non possono definirsi ‘poveri’. La genuinità, la semplicità, l’equilibrio sono caratteristiche irrinunciabili e diventano stile supremo, raffinatezza massima, anche perché inconsapevole, ignara di se stessa. Prendiamo come esempio l’olio, prodotto magnifico dei magnifici, argentei oliveti che ricoprono l’Appennino: verde prezioso nel colore, leggero, quasi etereo, ma gustoso e squisito, entra in tavola con grazia ma anche con autorevolezza, avvolgendo del suo aroma sottile e del suo lucido velo carni grigliate, tenere e saporose verdure. Non è un caso che la griglia e lo spiedo siano, anche qui come in Toscana, le cotture di gran lunga più usate: perché il fuoco permette di esaltare i sapori più naturali e di trarre essenze profonde dalla legna e dalle erbe odorose. Insomma, tutto è chiaro, riconoscibile, tutto rimane se stesso, autentico e sincero, senza trucchi né infingimenti. Oltre all’olio, orgoglio della regione umbra è il tartufo nero, che ha qui il suo maggior centro d’Italia. Veramente nel territorio di Gubbio nasce anche il tartufo bianco, che fa concorrenza a quello di Alba, ma quello nero è diventato il simbolo della produzione umbra. Meno pregiato del bianco, è tuttavia molto ricercato: la zona più ricca è la Valnerina, ma la capitale del tartufo nero è Norcia, dove risiedono molti ricercatori e dove sono sorti speciali impianti per la conservazione. La stagione va infatti da marzo a settembre e culmina in estate, quando si celebra la tradizionale sagra. L’esportazione del prezioso tubero, che nasce spontaneamente nei boschi, è notevole: una parte viene dirottata in Francia perché, essendo identico al ‘nero di Périgord’, viene a rimpinguare nei momenti di scarsità quella produzione.
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Umbria
Mistica, romantica, pittorica, meditativa: nell’immagine convenzionale l’Umbria sembra una terra che la natura, così dolce e serena, e l’arte, così tanto e ovunque presente, hanno votato alle gioie dello spirito più che a quelle del corpo. Ma non è affatto così, L’aria leggera che si respira nelle piccole città alte sulle colline o appoggiate sulle pendici dei monti dà un senso di euforia fisica e basta sedersi a tavola dopo aver visitato le chiese, le rocche, i palazzi medievali che ingemmano gli abitati per capire come la cucina locale esprima un carattere fondamentale di questa civilissima, meravigliosa regione.